Falce "Viva la relativity"

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snuh
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Tralasciando l’assurda espunzione del Latino dalle Medie, dalle sperimentazioni Brocca in avanti per la scuola è stato un declino inarrestabile. È straordinario vedere come pedagoghi e psicologi si affannino per dimostrare il contrario, alterando...
falcemartello

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Tralasciando l’assurda espunzione del Latino dalle Medie, dalle sperimentazioni Brocca in avanti per la scuola è stato un declino inarrestabile. È straordinario vedere come pedagoghi e psicologi si affannino per dimostrare il contrario, alterando parametri, sostituendo criteri.

Che la scuola stia andando in pezzi (e con essa la società) lo sanno tutti, lo vediamo tutti. Tutti sappiamo che lo studio è serietà e anche solitudine, silenzio e dedizione, ed è questo che appassiona uno studente, non certo un approccio superficiale come quello detto “ludico”.

Siamo al paradosso per cui gli obiettivi minimi di una V Elementare del ‘94 sono considerati lo standard in un II Liceo, e noi accettiamo che i pedagoghi giustifichino questo collasso accusando la scuola di non essere ancora abbastanza ludico-centrica, digitale, inclusiva.

Vige il principio per cui se a scuola non si raggiungono più i risultati che si era soliti raggiungere nel 1990, la colpa non è delle modifiche e storture pedagogico-psicologico e digitali introdotte da allora, bensì del fatto che tali modifiche ancora non sono del tutto attuate.

Con questi ideologi nessun discorso è possibile. Nessuno ha letto il suo orrendo libro, ma Bertagna, consigliere di Valditara, ha in mente una scuola interamente digitalizzata, professionalizzante, laboratoriale e ridotta di un anno: stiamo per assistere alla fine di un modello.

[Il Barone]

marsigatto
ma-pi-ma

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Io quando parlano di adozione-gay mi sento derubata nel mio ventre di donna. Anche se non sono riuscita a far nascere i miei bambini mi sento usata, sfruttata, come una mucca che partorisce vitelli destinati al mattatoio. E nell'immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria e Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato. Qualcosa che mi offende anzi mi umilia come donna, come mamma mancata, mamma sfortunata, e come cittadina.

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Sicché offesa e umiliata dico: mi indigna il silenzio, l'ipocrisia, la vigliaccheria, che circonda questa faccenda. Mi infuria la gente che tace, che ha paura di parlarne, di dire la verità. E la verità è che le leggi dello Stato non possono ignorare le leggi della Natura. Non possono falsare con l'ambiguità delle parole "genitori" e "coniugi" le leggi della Vita.

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Lo Stato non può consegnare un bambino, cioè una creatura indifesa e ignara, a genitori coi quali egli vivrà credendo che si nasce da due babbi o due mamme non da un babbo e una mamma. E a chi ricatta con la storia dei bambini senza cibo e senza casa (storia che oltretutto non regge in quanto la nostra società abbonda di coppie normali e pronte ad adottarli) rispondo: un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. È un essere umano, un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita sul nostro pianeta. Cosa più che possibile con una madre senza marito, del tutto impossibile con due "genitori" del medesimo sesso. Punto e basta.

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Oriana Fallaci

falcemartello

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siddarthhhh
scogito

Sta girando uno scritto in rete sul perdonare i propri genitori e di conseguenza anche i propri avi, in modo da liberarsi dalla sofferenza genealogica o comunque perpetuata da altri nei nostri confronti. Il testo si intitola ONORA IL PADRE E LA MADRE, ONORI TESTESSO/A.

La dinamica è sempre quella del sacrificio disfunzionale: perdona loro perché non sanno quello che fanno. Soltanto che Cristo era Chi era...

A chi non vuole beccarsi il Karma dei suoi predecessori più il proprio per accettazione di ingiustizia o di male subito, leggere attentamente certi concetti, perché sono distorsioni sul perdono, che non fanno che incrementare il circuito vittima-carnefice.

Se perdoni chi ti ha inflitto dolore liberi lui dal male fatto perché semplicemente lo sgravi della sua responsabilità, prendendotela tu al suo posto.

Questo "perdono" fasullo crea una massa di inetti che si addossano le colpe altrui e dicono anche scusa, dicono anche grazie.

Occhio al falso risveglio, perché questa si che è una pandemia.

siddarthhhh

Tipo porgi l'altra guancia,ecc,ecc.

falcemartello

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siddarthhhh
eldero

Il percorso di Orwell

Il 25 giugno del 1903 nasceva George Orwell, uno degli autori più importanti di quel filone letterario erroneamente definito fantascientifico.

Il saggista britannico è conosciuto soprattutto grazie alla sua opera più importante, quella che meglio sintetizza il suo pensiero e la sua visione del futuro: “1984”. Un testo che racconta la società che, con le dovute proporzioni, stiamo vivendo oggi. Perché oggi? Perché si è giunti a quel percorso a cui porta inevitabilmente il totalitarismo democratico che appiattisce e bolla come superato, anacronistico o malvagio qualsiasi pensiero differente da quello imposto dall’alto e condiviso acriticamente dalle masse. Una società in cui il vero dibattito viene eliminato e reso possibile solo come sfogatoio personale.

La democrazia attuale genera una struttura identica a quella del Grande Fratello in cui la catena di comando prevede alcuni che definiscono le regole, valutano il comportamento dei sottoposti e sono in grado di punirli e giudicarli addirittura sulla sola base delle intenzioni. Ma non vale il viceversa: la gerarchia non è suscettibile di valutazione anche dal basso.

Il pensiero di Orwell, nel suo famoso scritto è che la burocrazia (cosa mutuata da Kafka) e l’informazione, non sono altro che strumenti per inventare storie o distorcerne altre.

In questo punto emerge maggiormente l’attualità del percorso di Orwell, di una società che controlla continuamente se stessa (basta pensare solo al controllo dei gusti presi dalle ricerche di Google) in un continuo cerchio ripetitivo, con la coercizione subdola e silenziosa di modelli di pensiero e di normalità.

Si tratta di un modello di società che è assolutamente indipendente dalla forma di governo.

Non c’è alcuna differenza, se non nelle sfumature, tra un dittatore ed un politico democratico. Quest’ultimo è un soggetto che rimane al comando per decenni grazie a compromessi e ricatti.

La gerarchia diventa unilaterale, vincolante, coercitiva e arbitraria. Qualunque sia la forma di governo che un simile Stato decida di adottare.

Le tre parole usate da Orwell per descrivere quel mondo sono: “ignoranza, schiavitù e guerra”.

E sono le tre condizioni imperturbabili della realtà umana, che sopravvivono a ogni generazione e si rigenerano in forme sempre più capillari e sofisticate.

Ignoranza, schiavitù e guerra sono tre parole per un’ unica categoria: il comando di poteri invisibili, che non vediamo ma sappiamo esistere perché la loro presenza è testimoniata dai loro effetti.

L’assenza dell'uso della forza trae in inganno, in realtà semplicemente non ce n'è bisogno, si vive ugualmente in una coercizione in cui vengono imposti modelli di comportamento, usanze, stili di vita.

Una Matrix bugiarda, ambigua, ambivalente, oscura, implacabile che molti non contestano perché appare pulita e sorridente, con “la camicia bianca e la cravatta blu” (come cantava Ferretti).

Ma quest’immagine rassicurante non è scevra dalla violenza che, anzi, viene usata in modo deciso quando non si è allineati. Una violenza sottile che magari non punisce ma spinge in un angolo. Quell’angolo lontano e solitario che emargina, demonizza. Come essere messi dietro la lavagna ai tempi della scuola. Quel luogo dove stanno i cattivi. E la solitudine fa paura. Ecco perché ci si piega e ci si impegna a non ragionare, a non pensare, a non studiare. Sono cose che non servono o se servono posso causare danni. Danni che è meglio evitare soprattutto per chi è debole e dipendente dall’altro e dal sistema.

Non c’è potere senza violenza è il messaggio di Orwell. L’uso della forza nei rapporti umani (“Arancia Meccanica” ) in cui la contrattazione delle prestazioni e dell’esistenza intera passa attraverso l’uso più o meno sofisticato della forza sulla volontà di un altro.

Ecco il grande insegnamento di Orwell, la lezione lanciata alle giovani generazioni ed a quelli che hanno gli occhi ben aperti.

Quanti sono in grado di capirlo?


WELTAUNSHAUUNG ITALIA, 25 giugno 2023

falcemartello

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siddarthhhh
clairefreaser

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🔭 Il mese scorso l'ufficio del Segretario generale dell'ONU, in vista del "Summit del Futuro" che si terrà a settembre '24, ha pubblicato un documento che tratteggia le linee guida del "Global Digital Compact" in elaborazione. Una pianificazione che "coinvolga tutte le parti interessate: governi, il sistema delle Nazioni Unite, il settore privato (comprese le aziende tecnologiche), la società civile, le organizzazioni di base, le università e tutti gli individui, compresi i giovani".


📄 Il documento, che vorrebbe "fissare principii, obiettivi e azioni" per "avanzare verso un futuro digitale aperto, libero, sicuro e umano-centrico" e per raggiungere un quadro di "sviluppo sostenibile", introduce invece elementi allarmanti:


👉 "Identità digitali collegate a conti bancari o di telefonia mobile"

👉 Utilizzo di "droni" e di "tecnologie di vaccinazione basate su piattaforme intelligenti e nuove tecniche di produzione"

👉 "Piattaforme digitali intelligenti", "aperte e gratuite", per promuovere "formazione e competenze digitali"

👉 L'uso delle ICT, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, per "aiutare a tagliare di 10 volte le emissioni di CO2"

👉 "Sensori e monitor connessi all'Internet delle Cose, piattaforme di accumulo dati su Cloud, sistemi di tracciamento basati su blockchain e passaporti digitali dei prodotti" per "misurare e tracciare l'impatto ambientale e sociale"


Infine, il documento sottolinea l'importanza di contrastare "disinformazione" e "incitamento all'odio". E' lo stesso Segretario Generale Guterres a proporre "un'azione urgente" e concertata globalmente:

👉 Un "codice di condotta" che disciplini ovunque e una volta per tutte la libertà di informazione e di espressione sul web.


In nome di presunte inclusioni, libertà, sicurezze e progresso, si gettano continuamente le basi per un futuro tirannico di miseria politica elitaria, di sorveglianza e di controllo sociale.


(Fonte: https://www.un.org/techenvoy/global-digital-compact )

falcemartello

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